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I guanti protezione chimica e il resto dei dispositivi per la protezione individuale, indicati con la sigla Dpi, devono rispettare i criteri di sicurezza previsti dalla normativa vigente in materia di medicina del lavoro.

I guanti in Polyisoprene e Neoprene ti producono reazioni allergiche o comunque arrossamenti sull'epidermide? Dalla ricerca ingegneristica svizzera di Lucenxia Prescience, in collaborazione con Adventa Health, nasce la gamma Finessis, i guanti dedicati all'universo della chirurgia, di cui il modello Zero costituisce l’eccellenza per la chirurgia generale e la manipolazione di antiblastici in ambiente sterile. L'appellativo Zero con cui si identificano questi guanti viene proprio dall'assenza di polveri, acceleranti e sostanze chimiche, che rendono questi dispositivi ideali per effettuare operazioni chirurgiche in sicurezza e senza correre il rischio di incappare in spiacevoli reazioni di intolleranza, sia per l’operatore che per il paziente.

Protezione, controllo, precisione: sono queste le caratteristiche essenziali che un guanto deve garantire ad un chirurgo o un assistente durante un'operazione di microchirurgia, oftalmologia o neurochirurgia. Finessis Corium nasce proprio dalla necessita di risolvere i difetti dei comuni guanti in polyisopropene o lattice, spingendo la sicurezza e la comodità ad un livello superiore. Scopriamone le caratteristiche.

Proteggere dalle infezioni ospedaliere pazienti e operatori sanitari è di vitale importanza. Dalle sperimentazioni tecnologiche più avanzate in materia di guanti sanitari nasce Finessis Aegis, il guanto che abbatte il rischio di trasferimento patogeni in caso di lesioni accidentali durante interventi ortopedici o operazioni ad alto rischio. Mettere in cassaforte la salute di chirurghi e pazienti è semplice come indossare un guanto.

Le infezioni ospedaliere: definizione e dati di incidenza

Negli ultimi anni in Europa, e soprattutto nel nostro paese, è andata aumentando l'incidenza delle infezioni correlate all'assistenza (ICA). Da una percentuale di 6.3%, corrispondente a circa 700.000 casi l'anno, rilevata in Italia nel 2011, si è oggi arrivati a cifre decisamente più consistenti, anche se spesso sottovalutate.

Assistenza ospedaliera e trasmissione di infezioni. Si tratta di una relazione potenzialmente pericolosa che, ancora oggi, è lungi dall'essere debellata. Un esempio è rappresentato dai microbi, in grado di propagarsi nel momento in cui un operatore sanitario viene a contatto con superfici (o oggetti) contaminate. Medici ed infermieri si interfacciano quotidianamente con diversi pazienti; anche in questo caso, senza l'adozione di precauzioni igieniche, il rischio è che i pazienti stessi finiscano per rappresentare un veicolo di trasmissione. Indossare guanti monouso, in questo ambito, è un primo passo fondamentale.

Gli operatori nel settore dell'assistenza sanitaria o sociosanitaria sono naturalmente esposti a rischi d'infezione. I metodi di trasmissione di eventuali infezioni sono, purtroppo, molto numerosi: le cosiddette "infezioni ospedaliere" sono un grave problema, ad oggi oggetto di monitoraggio continuo da parte del Ministero della Salute. Le possibili fonti infettive sono molteplici: vediamo ora quali sono, e come è possibile limitare il rischio infettivo per gli operatori.

Per garantire la qualità, i guanti monouso devono esserne all'altezza.

L'asepsi viene prima di tutto, ma ci sono anche altri fattori da tenere in considerazione nella scelta e nell'acquisto del guanto giusto: le prestazioni in termini di protezione delle mani e di resistenza all'uso, la salvaguardia dell'operatore e, ultimo solo in senso cronologico ma non certo gestionale, il prezzo.

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