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21
Giu
2018

Cosa deve fare l'azienda per prepararsi al controllo qualità alimentare?

Pubblicato in Consigli
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Le aziende alimentari tra qualità, controlli e normativa

Oltre a fornire alla clientela un servizio efficiente e un prodotto di qualità, il compito di ogni azienda del comparto alimentare è quello di garantire un elevato livello di sicurezza, certificando i propri prodotti e rendendoli conformi a quanto prescritto dalla normativa vigente.

Tutte le figure coinvolte nel delicato processo di controllo, cioè i responsabili di prevenzione, sicurezza e qualità, sono infatti tenute al massimo rigore nel monitoraggio della produzione, conservazione e distribuzione degli alimenti. Sotto esame anche la correttezza delle procedure, con l'obiettivo di provvedere alla conformità del prodotto finale.

Per fare in modo che la tua azienda superi le verifiche di controllo qualità alimentare, devi occuparti di monitorare al meglio ogni fase, sia produttiva che logistica. Questo perché le ispezioni non riguardano soltanto prelievi di campioni e analisi di laboratorio, esame delle materie prime o accertamenti di igiene e sicurezza per il lavoratore, ma verificano con cura il sistema di controllo di qualità interno all'azienda. Ecco allora che imprenditori e responsabili sono tenuti a sorvegliare ogni passaggio del processo produttivo, occupandosi in particolar modo della sicurezza di dispositivi e strumenti di lavoro, a partire dall'utilizzo di guanti monouso certificati e garantiti.

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Protezione e igiene alimentare: perché utilizzare guanti monouso

Come per il settore sanitario, chimico o farmaceutico, anche nell'ambito dell'industria alimentare la pulizia ed il rispetto delle norme igieniche rappresentano requisiti essenziali per garantire la sicurezza da un lato degli operatori, e dall'altro dei consumatori.
I guanti monouso possono essere certificati come Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) di III° categoria o meno, ma solo i primi garantiscono la sicurezza del lavoratore e, pertanto, anche le aziende alimentari devono esigere tale certificazione, oltre al rispetto delle normative vigenti in materia di idoneità al contatto con gli alimenti. Ricordiamo che la legislazione italiana in tal senso, è tra le più restrittive al mondo.

Cibi e alimenti, deperibili e degradabili, contengono per loro natura una carica batterica e microbica dovuta alla proliferazione di microorganismi al loro interno. Dunque, per chi si occupa di ristorazione o confezionamento di prodotti alimentari è fondamentale adottare tutte le misure atte a ridurre il rischio di tali proliferazione ed ogni possibile rischio di contaminazione diretta o incrociata. Tra le principali buone pratiche da adottare c'è appunto quella di indossare guanti protettivi monouso, idonei al contatto con alimenti, e di sostituirli con una frequenza tale atta a garantirne il mantenimento dei livelli prestazionali e, in ogni caso, ad ogni diverso alimento da manipolare.

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Quando il risparmio è nella sicurezza

Sulla base di quanto detto finora, risulta evidente che non potrà essere il fattore risparmio a orientarti nella decisione del prodotto più adatto. Se infatti, al momento di pianificare l'acquisto, dovrai tener conto del budget disponibile per rientrare nella spesa, è ancora più vero che la scelta di guanti per uso alimentare passa innanzitutto per criteri di igiene e sicurezza.

È la composizione dei materiali e la loro qualità a determinarne funzionalità e caratteristiche prestazionali, così da garantire agli operatori uno strumento di lavoro dotato di elasticità, sicuro e resistente. Che tu decida per il nitrile, il vinile o il lattice naturale senza polvere, quello che conta è compiere una scelta di qualità. In questo settore infatti il più delle volte a un prezzo competitivo non corrispondono convenienza e reale risparmio sul lungo termine. Materiali scadenti, scarsa resistenza, danneggiamenti e rotture, rischio di contaminazione o allergie da contatto compromettono sia la resa del guanto che la sicurezza di chi lo indossa.
Quindi, anche a fronte di un margine di spesa superiore rispetto alla media del mercato, è preferibile fare una valutazione costi-benefici con l'obiettivo del miglior risultato nel tempo: prevenzione, protezione e tutela, sia del lavoratore che del prodotto finito.

 

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Letto 1433 volte Ultima modifica il Lunedì, 25 Giugno 2018 12:41

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